Il laboratorio
è
rivolto
tutti
coloro
che
sono
interessati
ad
una
esperienza
legata
alla
riflessione
su
tecniche
e
percorsi
che
permettono
di
star
bene
con
la
propria
voce.
L’atto
fonatorio
è
un
atto
facile
a
realizzarsi,
entro
e
solo
grazie
a
determinate
condizioni
fisiche
senza
le
quali
avremo
sforzo
e
tensione,
con
un
immancabile
senso
di
fatica
e
nervosismo,
oltre
alla
estrema
difficoltà
nel
farsi
ascoltare
da
un
qualunque
tipo
di
pubblico
o
di
interlocutore,
e
alla
difficoltà
nel
mantenere
l’intonazione.
Nelle
ricerche
mediche
effettuate
su
soggetti
che
sono
stati
sottoposti
a
un
surmenage
vocale
non
sorretto
da
una
conoscenza
di
Tecnica
Vocale
-
per
esempio
insegnanti,
conferenzieri,
avvocati,
parrucchieri,
telefonisti-
sono
emersi
dei
dati
comuni,
legati
generalmente
a:
•
errori
nella
dinamica
respiratoria
-che
appare
in
genere
scarsamente
sostenuta,
ma
soprattutto
inefficiente;
•
l’articolazione
dell’eloquio
imprecisa;
•
l’uso
di
una
altezza
tonale
difforme
rispetto
alla
frequenza
fondamentale
della
propria
voce;
•
una
emissione
spesso
forzata
legata
a
frequenti
raschiamenti
di
gola
e
colpi
di
glottide;
•
un’intensità
o
troppo
elevata
tendente
a
compensare
l’insufficiente
proiezione
vocale,
o
troppo
carente
per
compensare
il
senso
di
malessere
e
fatica;
•
la
mancanza
di
orecchio
musicale
che
tradotto
in
termini
di
uso
comune
significa
la
difficoltà
di
rapporto
tra
ciò
che
si
sente
e
ciò
che
si
emette. Ci
sono
molte
teorie
riguardo
al
modo
di
produrre
l’evento
sonoro
vocale,
ma
alla
base
di
tutte
vi
sono
degli
elementi
considerati
universalmente
fondamentali.
In
quanto
strumento
la
voce
prevede:
•
un
organo
motore
-
i
polmoni
che
inspirano
ed
espirano
l’aria,
il
diaframma
e
i
muscoli
del
torace
e
dell’addome
che
controllano
l’emissione
•
un
organo
fonatore
-la
laringe
con
i
suoi
componenti
• un
risonatore
o
diffusore
delle
vibrazioni
-innanzitutto
la
struttura
ossea,
nonchè
il
torace,
la
faringe,
la
bocca,
i
seni
mascellari
e
frontali.
Il
corso
si
propone
di
dare
una
base
informativa
ai
partecipanti
che
potranno
prendere
coscienza
dell’esistenza
delle
principali
tematiche
legate
alla
voce
e
sperimentare
i
vantaggi
che
possono
derivare
da
una
corretta
emissione
e
dal
relativo
lavoro
sull’ascolto.
Punti
di
lavoro:
-
corpo
-
rilassamento,
distensione,
coscienza
del
in
relazione
all’emissione
vocale
-
postura,
ascolto
ed
emissione
del
suono
parlato
e
cantato
-
senso
del
respiro
e
del
respiro
musicale;
la
tenuta
del
fiato,
ampliamento
della
capacità
respiratoria
-
coordinamento
fiato/attacco
del
suono
-
emissione
vocale
e
movimento
-
le
vocali
nella
voce
‘
naturale’
Si
tratta
di
trovare
per
ognuno
le
reali
risonanze
delle
vocali,
principali
elementi
della
vitalità
del
suono
sia
parlato
che
cantato.
Per
voce
‘naturale’
s’intende
il
colore
del
suono
avulso
da
uno
stile
musicale.
-
l’articolazione
dei
fonemi:
avulsi
da
contesti,
e
su
contesti
:
testi
e
fraseggi
cantati
-
improvvisazione
vocale
a
scopo
di
sviluppo
tecnico
brevi
strutture
improvvisative
permetteranno
di
iniziare
ad
applicare
spontaneamente
le
nozioni
tecniche
apprese,
creando
un
primo
approccio
all’attenzione
uditiva
e
alla
formazione
o
al
ripristino
di
un
corretto
orecchio
musicale.
-
formazione
dell’orecchio
-
esercizi
di
intonazione
legati
all’apprendimento
della
fonazione
-
coscienza
delle
altezze
rispetto
al
proprio
apparato
fonatorio
-
corretta
voce
di
conversazione
:
la
giusta
altezza
del
parlato
per
ciascuno
-
semplici
vocalizzi
di
diversa
natura
a
seconda
delle
necessità
vocali
di
ogni
partecipante
-
esercizi
a
due
o
più
voci
-quando
è
possibile
-
estensione
vocale:
-
giusta
altezza
del
parlato
e
del
cantato, -
ampliamento
della: -
valorizzazione
della
propria
voce
-
i
registri
vocali
- norme
di
igiene
vocale
- caratteristiche
dell’ascolto
al
di
là
dell’impiego
musicale
- basi
teoriche
di
fisiologia
vocale
spiegate
nel
momento
in
cui
servono
|